Quando mi è stato chiesto di realizzare una scenografia non avevo preso in considerazione due elementi fondamentali: la forza di gravità (eh sì perché i quadri si appendono, gli elementi in tre dimensioni no!) e il dover interpretare le richieste di Max Berardi, un regista tanto brillante quanto esigente.
Per me pittrice Una questione d'onore è stata un'esperienza completamente nuova, una vera sfida. Mia guida nel lavoro sono state le parole di Gabriel Garcia Marquez, autore del libro Cronaca di una morte annunciata, testo che ha ispirato lo spettacolo e le suggestioni date dalla committenza. Da qui è nata l'idea dell'elemento centrale attorno a cui far ruotare tutta la vicenda: una porta.
Non vi racconto lo spettacolo, non vi narro nemmeno la trama. Vi dico soltanto che non è stato semplice realizzare una porta, alta due metri e larga un metro e sessanta (...trasportabile da una Smart!). E non è stato banale dipingervi delle "vere" tracce di sangue, che fossero credibili sia per il pubblico delle prime file che per quello dell'ultima.
Non mi esprimo sul risultato ma vi assicuro che grande, e imprevista, è stata la mia soddisfazione nel vedere "recitare" la mia porta sul palcoscenico.
Un grazie dovuto perciò al Gruppo Coincidenze, nelle persone di Max Berardi e Alessandro Brizzolesi, che si sono fidati di me approvando un bozzetto grande quanto un tovagliolo.
Se ora siete curiosi di vedere la mia opera guardate la foto qui sotto, se invece volete vedere l'originale dovete proprio venire a teatro. In calendario ci sono repliche della piece, accorrete però... lo spettacolo è quasi sold out!


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